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Sciusceddu

  • 50 ′
  • Media
  • Primi piatti
Una ricetta a base di polpette di carne e ricotta dal sapore delicato e sfizioso.

Ingredienti: Per 4 persone

  • un litro di brodo di carne
  • 200 g di polpa di vitello tritato
  • 60 g di pane grattugiato
  • 100 g di Caciocavallo grattugiato
  • 3 uova
  • 100 g di ricotta
  • prezzemolo tritato
  • sale e pepe

Preparazione:

Con la carne tritata, un uovo, il pangrattato, una metà di caciocavallo (o Parmigiano Reggiano), il prezzemolo tritato e con un poco d’acqua preparare delle polpettine della grandezza di un piccolo uovo.

A parte, sbattere le uova insieme con la ricotta preventivamente passata al setaccio, con il caciocavallo rimasto e con un poco di sale e pepe.

Riscaldare il brodo e, quando avrà bollito, gettarvi dentro le polpettine di carne. Cuocere per una ventina di minuti, quindi aggiungere le uova sbattute, rimescolando velocemente per qualche istante.

Ritirare dal fuoco e servire lo “sciusceddu” bollente.

Storie nel piatto

Lo sciusceddu è un piatto tipico della città siciliana di Messina, dove viene consumato per tradizione il giorno di Pasqua.
Questa ricetta è uno delle tante varianti di preparazione delle classiche polpette di carne, tipiche della gastronomia italiana.
Se è vero che le polpette di carne sono una preparazione diffusa in tutto il mondo, d’altronde, è anche vero che secondo la leggenda sarebbero state inventate da un italiano alla corte di Gengis Kahn.
Secondo la storia, infatti, un medico italiano perseguitato per aver sposato una donna ebrea, sarebbe stato incaricato dal famoso condottiero di risolvere il problema dell’approvvigionamento delle truppe mongole, che erano costrette a lunge ed estenuanti marce in territori molto caldi, dove le derrate alimentari si deterioravano molto velocemente.
Secondo la leggenda, il geniale medico risolse il problema consegnando ad ognuno dei soldati una razione di carne salata tritata ed essiccata, che poteva essere conservata a lungo in qualunque condizione e che, dopo essere stata reidratata mediante poche gocce d’acqua, si trasformava in una gustosa polpetta.
Vuole poi la storia che l’uso di queste razioni di carne si diffuse a tal punto tra le truppe mongole che, quando i loro alleati, i crociati, vennero stretti in un lunghissimo assedio, i mongoli gli inviarono del cibo legando alle zampe dei piccioni viaggiatori piccoli sacchetti contenenti queste razioni, dando vita e delle vere e proprie “polpette volanti”.

Lo sapevate che...

Esistono due teorie riguardo l’origine del nome “sciusceddu”?
Secondo la prima deriverebbe dalla parola latina “juscellum” che vuol dire zuppa, mentre la seconda sostiene che derivi dal verbo siciliano “sciusciare” che vuol dire soffiare.