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Carciofi ripieni alla cecinese

  • 1 h
  • Contorni
In questa ricetta il ripieno a base di prosciutto crudo, funghi e mollica di pane, dona ai carciofi un gusto intenso e corposo.

Ingredienti: Per 4 persone

  • 8 carciofi
  • 100 g di prosciutto crudo
  • mezzo Spicchio d'aglio
  • 1 cipolla piccola
  • una Costa di sedano
  • un Cucchiaino di prezzemolo tritato
  • 20 g di funghi secchi già ammollati
  • 100 g di mollica di pane
  • pepe q.b.
  • 5 cl d'olio extravergine di oliva

Preparazione:

Togliete le foglie esterne dai carciofi, spuntateli, tagliate i gambi e togliete anche i filamenti stopposi al centro della ‘testa’.

Dopo aver strizzato bene i funghi ammollati in acqua, tritateli con il prosciutto, l’aglio, la cipolla novella, il prezzemolo, il sedano, la mollica di pane sbriciolata, un pizzico di sale e una spolverata di pepe. Riempite i carciofi con questo ripieno e sistemateli in una teglia irrorandoli con un filo d’olio extravergine d’oliva.

Metteteli in forno già caldo a 200° C, e quando saranno ben rosolati, versate nella teglia mezzo bicchiere circa di acqua calda per ultimare la cottura. Serviteli tiepidi.

Storie nel piatto

La pianta del carciofo è originaria del bacino del mediterraneo e, sebbene non si sappia quando e da chi venne coltivata per la prima volta, si hanno notizie piuttosto certe riguardo a coltivazioni di carciofi ad opera degli Etruschi. In generale sembra che tutte le popolazioni antiche apprezzassero questo spinoso vegetale: gli Egiziani ne consumavano in particolare il ‘cuore’, i Greci e i Romani lo cucinavano con miele, aceto e cumino e lo consideravano un potente afrodisiaco, capace di aumentare la fertilità. Con l’inizio del Medioevo, però, il carciofo cadde in disgrazia presso le popolazioni europee, al punto che venne reintrodotto in Italia soltanto dai Saraceni, durante la dominazione della Sicilia, e da lì si sarebbe poi diffuso, attraverso varie tappe, nel resto del mondo.
Secoli dopo, infatti, Caterina de’ Medici, divenuta regina di Francia grazie al matrimonio con Enrico II, dalla sua corte toscana diffuse l’uso del carciofo, di cui era veramente ghiotta, al di là delle Alpi. Un cronista racconta che nel 1570, in occasione del pranzo di nozze di un marchese, la regina arrivò a fare indigestione di carciofi. Ma Caterina non fu l’unica, tra i regnanti, ad essere golosa di questi particolari fiori: anche Luigi XIV, il Re Sole, pare ne facesse straordinarie scorpacciate, probabilmente anche grazie ai loro presunti poteri afrodisiaci. Proprio dalla Francia i carciofi giunsero, all’inizio del XIX secolo, negli Stati Uniti, più precisamente in Louisiana, dove furono importati dagli emigranti francesi, e da lì si diffusero nel resto degli Stati Uniti.
Nei primi decenni del XX secolo, poi, il commercio dei carciofi negli Stati Uniti fu assunto dal boss Ciro Terranova, detto Whitey. Era un’attività tanto importante da convincere il sindaco di New York, Fiorello La Guardia, a dichiarare illegale sia la vendita sia la detenzione di carciofi, nonostante, per sua stessa ammissione, ne fosse anch’egli golosissimo.

Lo sapevate che...

Furono gli spagnoli ad introdurre i carciofi in California? Lì, grazie alle favorevoli condizioni climatiche, questi spinosi vegetali si diffusero moltissimo, al punto che Castroville, una cittadina costiera, si è autoproclamata il Centro Mondiale dei Carciofi e dal 1949 ha inaugurato il Festival del Carciofo, dove ogni anno viene eletta una reginetta col titolo di “Artichoke Queen”.

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