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Pollo alla salvia

  • Secondi piatti
Un secondo piatto impreziosito dalla salvia che gli conferisce un aroma delicato e accattivante.

Ingredienti: Per 4 persone

  • 1 kg di pollo
  • 3 Spicchi d'aglio
  • 10 Foglie di salvia
  • sale e pepe q.b.
  • un Bicchiere di vino bianco secco
  • un litro di brodo di carne
  • 3 cl d'olio extravergine di oliva

Preparazione:

Pulite un pollo e tagliatelo in 8 pezzi, quindi lavateli e asciugateli accuratamente.

Su un fuoco di media intensità, porre una padella con l’olio e, appena sarà caldo, l’aglio pelato intero. Quando avrà preso colore, alzate la fiamma e unite il pollo e le foglie di salvia, rigirando la carne in modo che prenda colore su tutti i suoi lati.

Quando questa sarà ben dorata, salatela e pepatela a piacere e versate il bicchiere di vino nella padella e, una volta che questo sarà evaporato, portate a completamento la cottura del pollo a fuoco basso, rigirandolo di tanto in tanto con delicatezza e bagnandolo frequentemente con il brodo ogni qualvolta si sarà asciugato.

Fate cuocere il pollo per 30-40 minuti o comunque fino alla completa cottura, quindi fate addensare il sughetto, togliete dal fuoco e servite il pollo caldo d’inverno e tiepido d’estate.

Storie nel piatto

Il pollo, animale probabilmente originario del Sudest asiatico, venne addomesticato oltre cinquemila anni fa nel nord dell’odierna India con lo scopo, almeno inizialmente, di impiegarlo come animale da combattimento.
Diffusosi nell’Antico Egitto già prima dell’anno 1000 a.C., sembra che il pollo sia stato introdotto in Grecia dall’esercito di Alessandro Magno e che da lì si sia diffuso nei secoli successivi nel resto d’Europa e, in particolar modo a Roma. Qui questi animali vennero apprezzati sia per il sapore delle loro carni che per le loro uova tanto da essere presenti sia tra le ricette del famoso cuoco latino Apicio, che in alcuni scritti in cui Catone parla delle tecniche per allevarli.
Le carni del pollo furono trascurate invece nei primi del medioevo quando gli vennero preferite dapprima quelle di animali di stazza maggiore e successivamente quelle di volatili più appariscenti quali pavoni e fagiani.
Fu solo intorno al XVI secolo che il pollo tornò a fare capolino dapprima sulle mense dei nobili e poi su quelle dei borghesi, divenendo in breve tempo l’ingrediente principale di diverse ricette.
Mentre è tra il XIX e il XX secolo che, con l’introduzione dell’allevamento in batteria, il pollo da cibo riservato ai ricchi, diviene una pietanza diffusa tra tutti i ceti sociali perdendo così il suo valore di cibo pregiato.

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