Tempi
35 minuti
Difficoltà
Media
Portata
Secondi piatti
Regione Italiana
Ingredienti
per 4 persone
- 850 g di pollo
- 3 dl di Olio Extra Vergine d'oliva Toscano IGP Academia Barilla
- succo di 1 limone
- 30 g di prezzemolo
- uno spicchio d'aglio
- un rametto di rosmarino
- 1 foglia di alloro
- sale q.b.
- pepe bianco q.b.
- 3 uova
- farina q.b.
- olio per friggere q.b.
Preparazione
20 minuti per la preparazione + 15 minuti per la cottura
Lavate e pulite accuratamente un pollo, asciugatelo e tagliatelo in 8 pezzi.
Preparate una marinata mescolando con una forchetta in una ciotola l’olio, il succo di limone, il prezzemolo e lo spicchio d’aglio schiacciati, il rosmarino e la foglia di lauro sbriciolati, il sale e il pepe bianco. Immergetevi i pezzi di pollo e fateveli marinare per un paio d’ore mescolando ogni tanto.
Nel frattempo mescolate assieme 3 uova e una quantità di farina sufficiente per preparare una pastella per friggere leggera e non molto densa.
Sgocciolate quindi i pezzi di pollo e immergeteli nella pastella. Cuocete i pezzi di pollo friggendoli immergendoli completamente in olio bollente e, una volta che saranno ben cotti e dorati, scolateli con una schiumarola e adagiateli su un piatto ricoperto di carta assorbente.
Insaporite il vostro pollo alla fiorentina con un pizzico di sale e guarnitelo con ciuffi di prezzemolo e fette di limone. Servite caldo.
Storie nel piatto
Sebbene il pollo sia stato allevato per la prima volta nell’area del Sud Est asiatico quasi cinquemila anni fa, sembra che inizialmente fosse utilizzato soltanto come animale da combattimento e che sia stato apprezzato a livello gastronomico solo quando, intorno al VI secolo a.C., venne introdotto in Europa e, più precisamente, prima in Grecia e poi nei territori dell’Antica Roma. E fu in particolare qui che il pollo fu apprezzato, forse per la prima volta, come alimento. Ai tempi, infatti, i polli erano considerati una pietanza particolarmente pregiata e venivano serviti spesso e volentieri sulla tavola imperiale durante i lussuosi banchetti.
Meno fortuna dal punto di vista culinario ebbero questi volatili durante il Medioevo, quando gli vennero preferite dapprima quelle di animali di stazza maggiore e successivamente quelle di volatili più appariscenti quali pavoni e fagiani.
Fu solo intorno al XV secolo, infatti, che il pollo tornò ad occupare un posto di prestigio durante i banchetti: arrosto, bollito o ripieno, il pollo era uno dei cibi più presenti sulle tavole nobiliari.
Fino al XIX secolo, però, questi volatili rimasero privilegio quasi esclusivo dei cittadini più ricchi. È infatti nell’ottocento che la carne di pollo, grazie all’allevamento in batteria e alla conseguente diminuzione del suo prezzo di vendita, iniziò a diffondersi in tutte le classi sociali, divenendo in breve tempo una delle più diffuse.
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