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Gamberi in salsa verde

  • 25 ′
  • Bassa
  • Secondi piatti
I gamberi e una salsa a base di prezzemolo e mentuccia si sposano alla perfezione in una ricetta dal sapore pungente e intenso.

Ingredienti:

  • 1 kg di gamberi
  • 60 g di prezzemolo tritato fresco
  • 60 g di mentuccia
  • 2 Spicchi d'aglio
  • 3 cl d'aceto
  • sale e pepe
  • 1 dl d'olio extravergine di oliva

Preparazione:

Lessate i gamberi in acqua bollente per un paio di minuti, scolateli e fateli raffreddare.

Nel frattempo preparate una salsina pestando in un mortaio o frullando assieme la mentuccia, il prezzemolo, gli spicchi d’aglio pelati, l’aceto e l’olio che dovrete versare a filo mentre lavorate gli altri ingredienti. Una volta ottenuta una salsina uniforme, condite con sale e pepe a piacere.

Quando i gamberi si saranno raffreddati, asciugateli e disponeteli nei piatti, quindi cospargeteli con la salsa verde precedentemente preparata e serviteli.

Storie nel piatto

Nonostante l’aglio sia oggi considerato assolutamente inadatto ad una cena romantica a causa dell’effetto che ha sull’alito, un tempo a questo bulbo venivano attribuite straordinarie virtù afrodisiache. Basti pensare, ad esempio, che un tempo in India, regione nella quale venne probabilmente coltivato l’aglio per la prima volta diverse migliaia di anni fa, il suo consumo era vietato a monaci, donne nubili e vedove poiché si riteneva potesse solleticare i loro sensi al punto da indurli a cadere in tentazione.
Sulle sponde del Mediterraneo, invece, l’aglio è sempre stato apprezzato, oltre che per il suo sapore, soprattutto per le sue qualità mediche, tanto che nell’antico Egitto si credeva non solo che fosse in grado di porre rimedio a qualsiasi dolore, ma si riteneva addirittura che il suo consumo moltiplicasse la forza degli esseri umani, tanto che, secondo quanto riferito da Erodoto, l’aglio era uno degli ingredienti principali del pasto dei lavoratori impiegati nella costruzione della piramide di Cheope.
In Europa, invece, divenne per le sue proprietà antisettiche, tanto che in Grecia era considerato alla stregua di una panacea, mentre Plinio il Vecchio, famosissimo scrittore romano perito durante l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., racconta di come l’aglio fosse impiegato dai legionari romani per combattere le malattie infettive.
Diversi secoli dopo, d’altronde, durante la seconda guerra mondiale i medici russi, memori degli studi di Pasteur sulle proprietà antibiotiche dell’aglio, diedero in qualche modo ragione agli antichi soldati romani, somministrando ai soldati feriti l’aglio al posto degli antibiotici.

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