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Costolette alla valdostana

  • 25 ′
  • Bassa
  • Secondi piatti
Un secondo piatto dal sapore intenso e risoluto che racchiude in sé tutta l’essenza della Valle d’Aosta.

Ingredienti: Per 4 persone

  • 4 costolette di vitello (fette di carré di vitello con sottofiletto e osso)
  • Fontina della Valle d'Aosta
  • 100 g di burro
  • 200 g di pane grattugiato
  • 100 g di farina
  • 2 uova
  • sale e pepe q.b.

Preparazione:

Tagliate in due le costolette in senso orizzontale “a portafoglio”, lasciandole attaccate dalla parte dell’osso.

Tagliate la Fontina a fettine sottili e inseritela tra i due lembi di carne ottenuti precedentemente, quindi battete le costolette delicatamente con il batticarne.

Insaporite la carne con sale e pepe a piacere.

Passatele nella farina  facendo in modo che questa aderisca uniformemente alle costolette, battendole con le mani per togliere quella in eccesso.

Con la forchetta sbattete le uova in un piatto fondo, quindi immergetevi ogni fettina una alla volta, in modo che risulti integralmente inumidita nell’uovo e poi impanatele immediatamente passandole nel pane grattugiato grosso che avrete adagiato su un piatto, premendo con il palmo della mano facendo in modo che il pangrattato aderisca interamente su ogni fetta.

Ponete quindi una padella col burro e fatelo sciogliere a fuoco vivace quindi, appena si sarà fuso, fatevi cuocere le costolette rigirandole su entrambi i lati fino a quando non risulteranno ben dorate, quindi toglietele dalla padella e adagiatele in un piatto da portata ricoperto di carta assorbente, salatele e servite le cotolette calde.

Storie nel piatto

Il formaggio è uno degli alimenti più antichi prodotti dall’uomo. La sua nascita risale, infatti probabilmente, al momento in cui le prime comunità di esseri umani divennero stanziali e si dedicarono ad agricoltura e pastorizia. Proprio a quel tempo qualcuno dev’essersi accorto che il latte, conservato in otri ricavate dalle pecore, si trasformava in poco tempo in un cibo totalmente diverso, dal buon sapore e molto più facile da conservare e da trasportare.
Da quel momento l’uomo ha costantemente sperimentato metodi di produzione del formaggio, differenziandoli e riuscendo a produrne varietà estremamente diverse tra loro.
Tra queste varietà vi è la Fontina che, insieme a Parmigiano Reggiano e Mozzarella, è uno dei formaggi italiani più conosciuti e antichi.
Le prime notizie su questo tipico formaggio della Valle d’Aosta, infatti, risalgono al XIII secolo, e più precisamente a una pergamena su cui compaiono indicazioni sui metodi produttivi della Fontina.
Questo formaggio a pasta semidura, prodotto solo con latte di mucche di razza valdostana si prepara, infatti, con la stessa ricetta da secoli.
Questa prevede, tra le altre cose, una stagionatura di tre mesi in grotte scavate della roccia e un impegno costante del caseificatore che danno vita ad un formaggio unico al mondo.

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