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Fonduta Valdostana

  • 50 ′
  • Alta
  • Secondi piatti
La ricetta dei nostri Chef per servire la rigenerante crema di formaggio secondo la tradizione della Valle d'Aosta.

Ingredienti: Per 4 persone

  • 400 g di Fontina
  • 4 dl di latte intero
  • 4 tuorli d'uovo
  • tartufo bianco q.b.
  • 8 Fette di pane tostato

Preparazione:

Tagliate a fettine la fontina e ponetela in un recipiente a riposare per una notte, ricoperta con un po' di latte.

Al momento di preparare la fonduta, fate cuocere a bagnomaria in una casseruola (senza portare a bollore) i tuorli sbattuti e la fontina ammorbidita nel latte. Mescolate continuamente con un cucchiaio di legno finché non avrete ottenuto una crema densa.

Servite la fonduta in scodelle di terracotta con fette di pane tostato e lamelle di tartufo bianco a piacere.
In alternativa, potete portare in tavola la fonduta utilizzando la tipica pentola sul fornelletto (caquelon) e servendo anche pezzi di pane, che ogni commensale potrà immergere nel formaggio caldo utilizzando le apposite lunghe forchette.

STORIE NEL PIATTO

La fonduta valdostana trae origine da quella Svizzera, ma se ne differenzia perché prevede l’uso di uova insieme ai formaggi fusi, anziché vino o liquore.
Una testimonianza storica della fonduta in Italia (anche abbinata al tartufo) la abbiamo grazie al “Trattato di cucina, pasticceria moderna, credenza e relativa confettureria” di Giovanni Vialardi (1854).
Quale ne sia la ricetta, uno dei segreti per preparare un’ottima fonduta è fare sciogliere il formaggio a temperatura non superiore a 60° C, e utilizzare una pentola in ceramica, ghisa o rame dal fondo spesso (caquelon) che possa essere poi comodamente posizionata su un fornelletto per mantenere la fonduta calda e alla giusta consistenza.

La fonduta faceva parte, in origine, della cucina delle famiglie valdostane più ricche, che nei loro ricettari accolsero elementi provenienti dalle tradizioni gastronomiche di popoli diversi (in questo caso il popolo svizzero). Nella cucina dei più poveri, dominavano invece il cavolo, il pane di segale, le castagne, con solo pochi alimenti derivati dal latte (se non gli ultimi prodotti della sua lavorazione).

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