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Paciocco di mele renette di St.Pierre

  • 1 h e 10 ′
  • Media
  • Dolci e Frutta
Una soffice e dolce purea di mele per un dessert irresistibilmente goloso.

Ingredienti: Per 4 persone

  • 6 mele renette
  • ½ oz di zucchero
  • 1 buccia di limone
  • vanillina q.b.
  • 2 dl di vino bianco
  • 2 Cucchiai di confettura chiara
  • 16 Fette di pancarré
  • 2 oz di burro

Preparazione:

Sbucciate e tagliate le mele a dadini.

Fatele cuocere in un tegame a fuoco basso per una decina di minuti, con lo zucchero, la scorza di limone, la vanillina e il vino bianco. Aggiungete la confettura, mescolate con cura e togliete poi la scorza di limone.

Con una frusta sbattete il preparato per renderlo cremoso. Nel frattempo tagliate 4 fette di pancarré lungo la diagonale così da ottenere otto triangoli.

Con un coltellino imburrare i triangoli e foderare con essi il fondo di una tortiera, facendo aderire la parte imburrata alle pareti del contenitore.

Fate lo stesso per i bordi, usando altro pancarré imburrato. Terminata la ricopertura della tortiera, versatevi la purea di mele e coprite con il rimanente pancarré, tenendo la parte imburrata verso l’alto.

Mettete in forno già caldo a 180° C e fate cuocere per 30 minuti circa. Estraete dal forno e servite.

Storie nel piatto

Le mele sono probabilmente i frutti con il maggior carico simbolico esistente.
Dal frutto proibito mangiato da Adamo ed Eva, al pomo offerto dalla strega Grimilde a Biancaneve, la mela è sempre stata al centro di miti fortemente simbolici che la identificavano come l’emblema della bellezza e della fecondità.
Riconosciute come commestibili in Europa già nella preistoria, sia gli antichi greci che i romani erano a conoscenza delle tecniche di coltivazioni dei meli, tanto che già studiosi dell’antichità quali Teofrasto e Plinio descrissero nei loro testi diverse tecniche d’innesto e descrissero le varietà più diffuse.
In Età moderna, poi, la coltura del melo si è diffusa in tutto il mondo proliferando, oltre che in Europa, anche in America, in Asia e in Oceania, divenendo così l’albero da frutto più coltivato al mondo.

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