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Sformato di cavolo

  • 1 h e 20 ′
  • Media
  • Contorni
Lo sformato di cavolo, arricchito da una deliziosa fonduta di fontina, dà vita ad un piatto sfizioso che racchiude la tradizione della cucina rurale italiana.

Ingredienti: Per 4 persone

  • 250 g di verza
  • ½ cipolla
  • 2 uova
  • 4 tuorli d'uovo
  • 15 cl di panna
  • 400 g di Fontina
  • 4 dl di latte quanto basta per coprire la fontina tagliata a dadini
  • sale e pepe
  • 25 g di Parmigiano Reggiano grattugiato

Preparazione:

Stufate la cipolla e il cavolo tagliati finemente, poi passateli al frullatore.

Passate il composto ottenuto al chinois (colino a forma conica in acciaio con fori), quindi aggiungete le uova e la panna, e sbattete bene con una frusta.

Imburrate 4 stampini in cui verserete il composto. Poneteli in forno a bagnomaria, coperti, e cuoceteli a 150/160° C finché gli sformati saranno ben sodi.

Preparate quindi una buona fonduta da servire insieme allo sformato.

Come preparare la fonduta: tagliate la fontina a dadini, mettetela in una casseruola, ricoprite con il latte e un pizzico di pepe; cuocete il tutto a bagnomaria, mescolando con un cucchiaio di legno, fino a raggiungere un’amalgama perfetta.
A questo punto aggiungete alla crema di fontina i tre tuorli, facendo attenzione ad amalgamarli senza farli cuocere.

Potete servire la fonduta ponendola a specchio sotto allo sformato di cavolo, o facendola colare al di sopra.

Storie nel piatto

Il consumo del cavolo ha origini antichissime, che risalgono già all’Antico Egitto. In Grecia, nell’antichità, il cavolo era considerato sacro, mentre i latini ritenevano che fosse una panacea per tutti i mali e che, mangiato crudo prima dei pasti, consentisse di bere vino a volontà senza ubriacarsi.
Proprio ai tempi dell’antica Roma pare risalga la tradizione, diffusa in Italia, di dire ai figli che i bambini nascono sotto i cavoli. Si dice, infatti, che questo uso sia dovuto al fatto che Marco Porcio Catone, grande mangiatore di cavoli, avesse avuto, nei suoi 85 anni di vita, ben ventitre figli.
Il presunto legame tra la fertilità e il consumo dei cavoli, tra l’altro, è testimoniato dalla tradizione, in uso fino a qualche decennio fa nelle campagne italiane, di servire alle coppie di novelli sposi una zuppa di cavolo.

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