Sformato di cavolo

Lo sformato di cavoli, arricchito da una deliziosa fonduta di fontina, dà vita ad un piatto sfizioso che racchiude la tradizione della cucina rurale italiana.

  • Tempi

    1 ora e 20 minuti

  • Difficoltà

    Media

  • Portata

    Contorni

  • Regione Italiana

    Valle d'Aosta

Ingredienti

per 4 persone

  • ½ cavolo verza
  • 1 cipolla
  • foglie di lauro
  • 4 uova
  • 3 tuorli d'uovo
  • 200 g di panna
  • un mazzetto di basilico
  • 800 g di Fontina
  • latte quanto basta per coprire la fontina tagliata a dadini
  • sale e pepe

Preparazione

40 minuti per la preparazione + 40 minuti per la cottura

Stufare la cipolla e il cavolo tagliati finemente insieme a qualche foglia di alloro. Quindi togliere le foglie d'alloro e frullare unendo il basilico.

Passare al chinois (colino a forma conica in acciaio con fori), aggiungere le uova, la panna e sbattere bene con una frusta. Imburrare 4 stampini, versarvi il composto e cuocerlo a 150/160 ° C a bagnomaria, coperto, finché sarà ben sodo.

Preparare una buona fonduta e servirla insieme allo sformato.

Come preparare la fonduta: tagliare la fontina a dadini, metterla in una casseruola, ricoprire con il latte e un pizzico di pepe, cuocere il tutto a bagnomaria mescolando con un cucchiaio di legno fino a raggiungere un’amalgama perfetta.

A questo punto aggiungere alla crema di fontina i tre tuorli facendo attenzione ad amalgamarli senza farli cuocere.

La salsa la può mettere sopra oppure sotto a specchio.

Storie nel piatto

Il consumo del cavolo ha origini antichissime, che risalgono già all’Antico Egitto. In Grecia, nell’antichità, il cavolo era considerato sacro, mentre i latini ritenevano che fosse una panacea per tutti i mali e che, mangiato crudo prima dei pasti, consentisse di bere vino a volontà senza ubriacarsi.
Proprio ai tempi dell’antica Roma pare risalga la tradizione, diffusa in Italia, di dire ai figli che i bambini nascono sotto i cavoli. Si dice, infatti, che questo uso sia dovuto al fatto che Marco Porcio Catone, grande mangiatore di cavoli, avesse avuto, nei suoi 85 anni di vita, ben ventitre figli.
Il presunto legame tra la fertilità e il consumo dei cavoli, tra l’altro, è testimoniato dalla tradizione, in uso fino a qualche decennio fa nelle campagne italiane, di servire alle coppie di novelli sposi una zuppa di cavolo.

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