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RONCOLE VERDI
Situata a 5 km a Sud-Est di Busseto, il piccolo centro deve la propria notorietà alla casa natale di Giuseppe Verdi, una semplice costruzione, che un tempo ospitava anche l'osteria gestita da Carlo, padre di Verdi, e oggi meta di numerosi visitatori. Legata alla fama del musicista è anche la vicina chiesa di San Michele, con struttura originale del XVI-XVII secolo, più volte modificata nel tempo. Nell'interno, a tre navate, oltre al fonte battesimale dove fu battezzato Verdi, è conservato il vecchio organo sul quale il Maestro si esercitò da fanciullo.
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BUSSETO
Importante centro agricolo della bassa parmense, la cittadina è ricca di storia e di tradizioni: di origine carolingia, fu per lungo tempo capitale del piccolo stato dei Pallavicino, che ne detennero il dominio fino al Cinquecento, quando divenne parte del ducato farnesiano. Nel Quattrocento, al momento del massimo splendore, fu dotata di statuti e, nel 1533, Carlo V la insignì del titolo di città. Il nucleo centrale, un tempo fortificato, conserva l'antico impianto che si snoda lungo la centrale via Roma, fiancheggiata da porticati e dai principali edifici storici. Qui visse a lungo Giuseppe Verdi che intrecciò la sua esistenza con numerosi luoghi della caratteristica cittadina.
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Piazza Giuseppe Verdi
Delimitata dalla Rocca, dalla collegiata di San Bartolomeo e dal palazzo del Comune, e dominata dal monumento dedicato al Musicista nel 1913, in occasione del centenario della nascita, si apre al centro del nucleo storico, risalente al XII secolo. La Rocca, innalzata verso il 1250 e ampliata nel secolo XV con sei torrioni circolari, fu completamente rifatta nel XIX secolo in stile neogotico: presenta due torri angolari merlate, la cinquecentesca torre dell'Orologio al centro e un portico a bifore ornate di fregi e medaglioni in cotto. All'interno hanno sede il Municipio e il teatro Verdi, realizzato all'interno di un preesistente spazio teatrale e inaugurato nel 1868 con Rigoletto e Un ballo in maschera. Qui Arturo Toscanini diresse la favolosa stagione del centenario nel 1913 con Falstaff e La traviata.
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Salone Barezzi
In via Roma si trova la casa di Antonio Barezzi, droghiere bussetano, appassionato di musica, scopritore del talento e benefattore di Giuseppe Verdi. Nel salone del primo piano il giovane compositore ricevette la sua prima educazione musicale. Sede dell'Associazione Amici di Verdi, il salone, restaurato, conserva intatto l'arredamento originale, tra cui il forte-piano viennese Tomaschek, acquistato da Barezzi attorno al 1835, sul quale il giovane Verdi suonò a lungo, compose l'opera I Due Foscari (1844) e accompagnò l'agonia del suocero morente. Nelle sale contigue è stato allestito, in occasione del centenario verdiano del 2001, un nuovo percorso espositivo permanente, con suggestive memorie e straordinari cimeli verdiani.
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Collegiata di San Bartolomeo
Eretta tra il 1437 ed il 1450 sui ruderi della trecentesca chiesa di San Nicolò e rimaneggiata nel Settecento, sorge lungo il lato orientale di piazza Verdi. Nella gotica facciata si osservano il portale rinascimentale con decorazioni in cotto, il rosone, e una lapide dei 1584 che ricorda l'incontro tra il papa Paolo III e l'imperatore Carlo V, avvenuto a Busseto nel 1543. L'interno è decorato da eleganti stucchi di gusto rococò. Dalla navata destra si accede all'oratorio della Santissima Trinità, originario del XII secolo. Proprio qui furono celebrate, il 4 maggio 1836, le nozze di Giuseppe Verdi e Margherita Barezzi.
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Palazzo Orlandi
Costruito in stile neoclassico da Giuseppe Cavalli, architetto e pittore bussetano, autore anche delle decorazioni interne, venne acquistato da Verdi nel 1845 e vi abitò con Giuseppina Strepponi, dopo la morte della prima moglie Margherita, dal 1849 al 1851. È qui che il Maestro compose le opere Luisa Miller, Stiffelio e Rigoletto. Vi morì, nel gennaio 1867, Carlo Verdi, padre del musicista. All'interno sono visibili arredi d'epoca, autografi e ricordi verdiani e di Arturo Toscanini, il grande direttore d'orchestra che vi soggiornò nel 1913 e nel 1926 in occasione delle stagioni verdiane al teatro di Busseto.
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Monte di Pietà
Il Monte era un’istituzione che univa alle attività di credito su pegno e di beneficenza quelle di promozione culturale: finanziava la scuola di musica della città e la cappella musicale della Collegiata di San Bartolomeo, oltre a contribuire al mantenimento degli insegnanti del ginnasio e a distribuire borse di studio a giovani meritevoli e bisognosi. Ne godette per tre anni anche il giovane Giuseppe Verdi, che poté così completare a Milano la sua formazione di musicista compositore e una volta affermatosi sarà poi riconoscente verso il Monte con il lascito di alcuni poderi. Lo storico palazzo custodisce la ricchissima biblioteca, ambienti con arredi originali gli importanti archivi del Monte e della Famiglia Pallavicino e il fondo musicale manoscritto della Filarmonica Bussetana, la società di dilettanti cui Verdi prese parte da ragazzo e che diresse poi da Maestro al suo ritorno da Milano. Anche il corpus di opere di argomento verdiano è cospicuo.
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Santa Maria degli Angeli
Al limitare dell'abitato si erge il gotico complesso francescano, eretto tra il 1470 e il 1474 per volere dei Pallavicino. All'esterno si nota il bel portale con fregio in terracotta e le absidi poligonali. L'opera più importante custodita nello spoglio e severo interno è, in fondo alla navata sinistra, il Compianto su Cristo morto, gruppo in terracotta policroma realizzato nel 1476-77 da Guido Mazzoni. Verdi frequentò questo luogo sia da fanciullo che in età adulta, tenendovi, nella festa dell'Epifania del 1836, nel pieno della polemica per l'assegnazione del posto di Maestro di Cappella, un concerto all'organo. Lo strumento, nel 1908 verrà ceduto alla Chiesa di Trevozzo Valtidone.
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VILLANOVA D'ARDA (PC) – VILLA VERDI
La villa che Giuseppe Verdi acquistò nel 1848 curandone personalmente nel tempo l'arredamento ed il parco, testimonia in modo intenso il carattere e la vita di un uomo che si piccava di definirsi sempre un contadino delle Roncole. La villa, ancor oggi abitata in parte dagli eredi, conserva intatti gli ambienti del piano terra dove viveva il Maestro, con i suoi arredi, le suppellettili, i ricordi… Vi si possono ancora vedere il biliardo con cui giocava Verdi, il salotto di casa, la camera da letto del Grand Hôtel et de Milan in cui il musicista morì a Milano il 27 gennaio 1901, la biblioteca musicale e i pianoforti che il Maestro utilizzò nel periodo che va dalla composizione del Rigoletto a quello di Aida, fotografie, doni e ricordi di viaggio. All'esterno si trova il vasto parco all'inglese, con le sepolture dei cani di famiglia, diverse piante rare, il laghetto e sculture del veneziano Giuseppe Torretti provenienti dalla Villa Pallavicino di Busseto. L'ambiente, di grande fascino e specchio di un'epoca storica ormai lontana, contribuisce a far vivere ai visitatori la sensazione che il proprietario possa tornare da un momento all'altro.
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