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FOOD IS A CONVERSATION

Barilla promuove il binomio perfetto tra Dieta Mediterranea e benessere

Prosegue il percorso intrapreso da Barilla mirato ad approfondire e condividere una nuova riflessione sulla valenza del cibo in un’ottica culturale, sociale e ambientale. In quest’ultimo confronto digitale, il focus si è sviluppato attorno al tema della Dieta Mediterranea, riconosciuta dieci anni fa dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell’umanità per il suo ruolo fondamentale relativamente la salute non solo delle persone ma anche del pianeta. Un anno prima, nel 2009,  il Barilla Center for Food and Nutrition ha realizzato la doppia piramide, che esemplifica ed evidenzia lo strettissimo legame tra il valore nutrizionale e l’impatto ambientale presenti nelle fasi produzione e consumo.

Barilla e Future Food Institute hanno scelto di affrontare questi argomenti attraverso un dialogo tra Lorenzo Boni, Executive Chef Barilla per il Nord America dal 2004, e Iulia Nonu, Team Head Chef del Refettorio Felix al St. Cuthbert’s Center – Food For Soul, creato dallo chef Massimo Bottura e omologo del Refettorio di Milano. A confronto, due diverse visioni sul ruolo degli chef stessi nell’innescare quel processo di giusta scelta alimentare, che meno può impattare sull’ambiente, e nel promuovere la socializzazione all’interno delle comunità locali.

In tal senso, l’attività di Lorenzo Boni si è da sempre indirizzata verso un contributo significativo all’innovazione portata avanti da Barilla, attraverso la collaborazione con nutrizionisti e scienziati. Iulia Nonu si è soffermata su quella che ha rappresentato la sua ultima sfida durante i mesi di lockdown, ovvero la riorganizzazione dell’intero sistema di distribuzione del cibo per il Refettorio: sulla base della filosofia di Food For Soul, la sua missione non è stata esclusivamente preparare e servire pasti ai senzatetto, ma anche aiutare le persone a socializzare.

Lo Chef diventa quindi il collettore in grado di comunicare con diverse realtà e figure professionali, di parlare al consumatore finale e spiegare quanto la corretta strada in fatto di alimentazione possa fare la differenza per la salute e per l’ecosistema.

“La Dieta Mediterranea è un vero e proprio stile di vita, che non esclude alcun tipo di alimento ma si limita a bilanciarne il consumo quotidiano – spiega Lorenzo Boni – i suoi benefici sociali sono importanti per la comunità tanto quanto gli aspetti di nutrizione, perché condividere il piacere della tavola con la famiglia e gli amici diventa anche un piacere sociale”. Anche per Iulia Nonu, il cibo vuol dire anche “unione, connessione e incontro”.

Quindi, ecco che prende corpo il concetto dello stimolo nei confronti di una socialità basata su una nutrizione equilibrata da insegnare e garantire.

“La sfida di Food For Soul – racconta la Nonu è creare menù bilanciati utilizzando improvvisazione e creatività. La maggior parte del cibo donato consente di coprire i principi della piramide alimentare. Il dato negativo è che generalmente proprio questo cibo risulta essere quello meno utilizzato sul mercato quotidiano, mentre andrebbe consumato maggiormente secondo i principi della Dieta Mediterranea.  

“Da sempre Barilla promuove l’alimentazione sostenibile tenendo conto del costo e dell’accessibilità del cibo – sottolinea Lorenzo BoniLa sfida per i paesi in via di sviluppo è anche far sì che le persone lo vedano non solo come nutrimento, ma appunto come via per la socializzazione. In questo contesto, social media e aziende hanno un ruolo importante nell’educare le persone: Barilla, attraverso le sue “cucine didattiche”, ha sviluppato un modello basato su tecnica, condivisione e conoscenza.

Cultura dell’alimentazione significa anche tutela della biodiversità propria dei diversi territori e Paesi. “Partendo dai principi della Dieta Mediterranea, è importante riuscire a collegare i vari ingredienti delle differenti culture. Si tratta di una sfida molto interessante, ma anche di un modo per diventare globali” afferma Iulia Nonu.

Molti chef hanno così sviluppato nuove modalità di approvvigionamento per potere utilizzare ingredienti ancora più variegati e freschi all’interno dei loro menù. Uno dei precursori negli US è stato Dan Barber, chef del “Blue Hill” e ideatore del concetto ristoranti “farm-to-fork” (dalla terra alla tavola), grazie alla realizzazione dello “Stone Farm”, un modello virtuoso di orto. Altri sono seguiti in UK durante il lockdown, come il ristorante “Rovi” dello chef Neil Campbell a Londra.

Della stessa idea anche Lorenzo Boni: “Prendiamo a esempio la Pasta, che io considero come una tela bianca. Seguendo il modello della Dieta Mediterranea si possono utilizzare materie prime locali per cucinare ottimi piatti di pasta in ogni parte del mondo”.

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