Bucatini alle triglie

I bucatini sono perfetti per questa ricetta: trattengono l'aromatica tenerezza delle triglie, in uno stuzzicante incontro tra sapori della tradizione italiana.
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Livello MASTERY
37 min
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Livello MASTERY
4 Persone
37 min
INGREDIENTI: per 4 persone
  • 400 g di bucatini
  • 8 triglie
  • 3 sarde
  • uno Spicchio d’aglio
  • un Cucchiaio di prezzemolo tritato
  • 5 Cucchiai d’olio extravergine di oliva
  • timo
  • peperoncino in polvere
  • sale
  • 300 g di passata di pomodoro
PREPARAZIONE:

Pulite e preparate il pesce prima di mettere in cottura la pasta.
Pulite quindi e lavate accuratamente le triglie; togliete testa e lisca ai sardoncini, che poi taglierete a pezzettini.

In una padella larga fate dorare nell’olio l’aglio ben schiacciato e i pezzetti di sardoncini. Aggiungete quindi il pomodoro passato, un pizzico di timo, il sale e il peperoncino. Lasciate cuocere per alcuni minuti.

Unite quindi alla salsa anche le triglie e fatele cuocere lo stretto tempo necessario (al massimo 2 minuti). Quando saranno cotte, togliete le triglie dalla salsa e tenetele da parte al caldo.
Aggiungete al sugo il prezzemolo tritato.

Mettete intanto in cottura la pasta e, quando i bucatini saranno al dente, scolateli e fateli saltare nella padella con il sugo.
Impiattate e aggiungete due triglie in ogni piatto.

STORIE NEL PIATTO

Popolarissima sin dall’antichità, la triglia è un pesce diffuso nei mari caldi e temperati come il Mediterraneo. Il consumo di questo piccolo pesce dalle carni tenere, rosate e profumate, all’epoca degli antichi Romani assunse addirittura i tratti di una moda e di un vizio. I ricchi patrizi ne ricercavano esemplari di straordinarie dimensioni pagandoli migliaia di sesterzi (come racconta Giovenale), suggerendo poi all’imperatore Tiberio di tassarne lo smodato consumo per contenere il fenomeno.
Tra le usanze che rendevano i pesciolini consacrati a Diana così popolari, c’era anche quella di conservarli in grandi vasche e introdurli ancora vivi sulla mensa per osservarne la lenta agonia, prima che venissero cucinati.

Apicio, nel De re Coquinaria(II sec. d.C.), descrive anche alcune ricette per condire le triglie arrosto.
Ancora oggi la triglia – nella specialità di scoglio – è considerata una squisitezza e viene cucinata fresca con le interiora, commestibili. Per questa sua caratteristica è definita anche “Beccaccia di mare”.

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