Carciofi alla giudia

In questa tipica ricetta romana il sapore dei carciofi viene esaltato in una pietanza dai sapori semplici di una volta.
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Livello MASTERY
30 min
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Livello MASTERY
4 Persone
30 min
INGREDIENTI: per 4 persone
  • 4 grossi carciofi romani (cimaroli)
  • 8 dl d’olio extravergine di oliva
  • sale e pepe
  • 1 limone
PREPARAZIONE:

Eliminate le foglie esterne e dure dei carciofi, spuntateli e tagliate il gambo lasciandone circa 3 cm.

Con un coltellino molto affilato, rifinite ogni carciofo con incisioni dal basso verso l’alto tutt’intorno alla ‘testa’, in modo da togliere solo la parte dura delle foglie. Metteteli a bagno in acqua con il succo di un limone per non farli annerire. Nel frattempo, in un padella scaldate l’olio.

Scolate i carciofi dall’acqua, asciugateli e schiacciateli su un tagliere esercitando pressione sulla base, così da allargare le foglie. Distribuite un pizzico di sale e una spolverata di pepe all’interno delle foglie non più serrate.

A questo punto immergete i carciofi nell’olio non troppo bollente (potete verificare la temperatura con un pezzetto di gambo di carciofo) tenendo il gambo verso l’alto, friggeteli per circa 10 minuti, o finchè un coltellino penetra facilmente nella polpa. Scolateli, alzate la fiamma e rimetteteli nell’olio bollente per pochi secondi, rendendoli croccanti.

Sgocciolateli su carta assorbente e serviteli caldi.

Storie nel piatto

Il carciofo è una pianta originaria dei paesi del bacino Mediterraneo. I botanici ritengono che derivi dal cardo selvatico e che sia stato coltivato per la prima volta dagli etruschi.
Sebbene i fiori di questa pianta fossero già molto apprezzati dagli antichi greci e romani, al punto che i primi attribuirono loro un’origine divina, i carciofi coltivati nell’antichità non erano molto simili alle varietà prodotte al giorno d’oggi.
Per giungere alla coltivazione di varietà affini a quelle odierne, infatti, bisogna risalire almeno al XV secolo, quando vennero coltivate per la prima volta nell’Italia meridionale. È infatti dalla Sicilia, che probabilmente i carciofi si diffusero in tutta Europa. Nel 1466 giunsero in Toscana. Alcuni anni dopo Caterina de’Medici li fece conoscere al marito Enrico II, Re di Francia. Da lì iniziò la diffusione dei carciofi nel mondo occidentale, dapprima in Inghilterra e in Spagna, ed infine in America.

Lo sapevate che…

I carciofi hanno un posto d’onore anche nella storia della letteratura? Pablo Neruda, infatti, compose nel 1971 la “Oda a la Alcachofa” (Ode al carciofo).

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