Coniglio all’Ischitana

Dalla splendida isola al largo di Napoli, un secondo piatto di carne tradizionale molto aromatico.
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Livello MASTERY
60 min
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Livello MASTERY
4 Persone
60 min
INGREDIENTI: per 4 persone
  • 1 kg di coniglio
  • 500 g di pomodori ciliegina
  • 1 dl di vino bianco
  • 5 cl d’olio extravergine di oliva
  • 2 Spicchi d’aglio
  • peperoncino q.b.
  • 5 cl d’aceto
  • un Cucchiaio d’erbe aromatiche tritate (timo basilico rosmarino maggiorana)
  • sale q.b.
PREPARAZIONE:

Tagliate il coniglio in 8 pezzi, sciacquatelo con una soluzione di pari quantità di acqua e aceto e asciugatelo accuratamente.

Ponete una padella su un fuoco di media intensità con l’olio e, appena questo sarà caldo, l’aglio in camicia, cioè non pelato.
Appena avrà preso colore rimuovete l’aglio, quindi mettete in padella i pezzi di coniglio e fateli rosolare rigirandoli fino a quando non avranno preso colore in modo uniforme.

Bagnate quindi il coniglio col vino e, quando sarà evaporato, unitevi i pomodorini precedentemente lavati e tagliati a quarti. Aggiustate di sale, guarnite con il peperoncino sbriciolato e le erbe aromatiche tritate e lasciate cuocere per circa 30 minuti, rigirando di tanto in tanto.

Una volta pronto, servite il coniglio all’ischitana caldo.

Storie nel piatto

Il coniglio all’ischitana è la pietanza tipica e maggiormente rappresentativa dell’isola di Ischia, situata al largo del Golfo di Napoli.
Sebbene possa apparire strano che il piatto  più tipico di un’isola sia a base di carne e non di pesce, questa ricetta ha origini molto antiche. Sembrerebbe, infatti,che i conigli siano stati introdotti sull’isola dai coloni siciliani vi s’insediarono intorno al V secolo a.C. e che, trovando un habitat adatto, proliferarono rapidamente, divenendo un’importante fonte di sostentamento per le popolazioni locali.
Nel corso dei secoli gli ischitani, poi, hanno imparato ad allevarli con un metodo particolare e ingegnoso. Questi, infatti, scavavano delle buche profonde 3 o 4 metri chiamate “fosse” e vi introducevano alcune coppie di conigli che vi si riproducevano formando delle piccole colonie e scavando tunnel  e cunicoli per ampliare il proprio spazio vitale.
In questo modo i conigli crescevano quasi allo stato brado e le loro carni si mantenevano sode e gustose.

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