Costicine di maiale alla montanara

La polenta accompagna delle succulente costine di maiale sfumate nel vino tipiche della tradizione gastronomica montanara.
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Livello MASTERY
80 min
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Livello MASTERY
4 Persone
80 min
INGREDIENTI: per 4 persone
  • 1 kg di costine di maiale affumicate (in mancanza fresche)
  • 50 g di burro
  • 5 dl di vino bianco
  • sale e pepe q.b.
PREPARAZIONE:

In una pentola, preferibilmente di terracotta, fate sciogliere il burro a fuoco molto basso e, appena sarà fuso, alzate il fuoco e adagiatevi le costine di maiale divise e tagliate a metà (fatevele preparare dal macellaio), salatele, pepatele e fatele dorare su tutti i lati.

Se si utilizzano costine fresche farle precedentemente sbollentare in acqua non salata per 5 minuti.

Aggiungete quindi il vino bianco e, quando sarà evaporato, continuate per un’ora la cottura a fuoco lento, mescolando spesso e aggiungendo 1/2 litro d’acqua nella quale avrete fatto sciogliere la farina di granoturco.

Servite calde.

Storie nel piatto

La polenta di mais in passato è stato il cibo per eccellenza della mensa montanara e non solo. Cibo estremamente povero e semplice, un tempo era il piatto unico delle famiglie più povere, sebbene oggi sia usato quasi sempre per accompagnare una qualche pietanza,.
La polenta è una preparazione che ha origini antichissime: escludendo quella di mais, infatti, la cui diffusione in Europa è ovviamente successiva alla colonizzazione dell’America, scopriamo che questa semplicissima ricetta ha origine già in tempi incredibilmente antichi, probabilmente nella preistoria, quando i cereali venivano semplicemente pestati e cotti nell’acqua prima di essere mangiati.
Il nome stesso della polenta, d’altronde, è d’antica origine, deriva infatti dal latino “puls”, una sorta di pappetta a base di farro, solitamente condita, guarda caso, con latte, formaggio o carne, proprio come si usa fare al giorno d’oggi con la polenta.
Quando intorno al XVII secolo il mais iniziò a diffondersi in Europa, la polenta di mais fu una naturale evoluzione delle polente già esistenti. Fu così che la polenta divenne una delle preparazioni più diffuse nel nord-est dell’Italia.

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