Cozze allo zafferano

Una ricetta particolarmente fresca, aromatica e colorata per preparare delle appetitose cozze con i profumi del mediterraneo.
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Livello MASTERY
45 min
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Livello MASTERY
4 Persone
45 min
INGREDIENTI: per 4 persone
  • 1 kg di cozze
  • 3 Cucchiai d’olio extravergine di oliva
  • 2 dl di vino bianco
  • 2 porri
  • 50 g di cipolla
  • 100 g di polpa di pomodoro
  • una Bustina di zafferano
  • un Pizzico di foglie di alloro
  • un Pizzico di timo
  • una Manciata di prezzemolo
PREPARAZIONE:

Tritate finemente cipolla e porro, e poneteli in una casseruola insieme con l’olio extravergine di oliva.
Mettete la casseruola sul fuoco e, quando cipolla e porro saranno imbionditi, versatevi anche il vino. Aggiungete quindi il pomodoro, lo zafferano, il timo, l’alloro e un pizzico di sale.
Mescolate bene e lasciate bollire a fuoco moderato, fino a quando il vino non sarà per metà evaporato.

Unitevi quindi le cozze e fate insaporire qualche secondo. Disponete poi il preparato in un piatto concavo di servizio per lasciarlo raffreddare.
Fate riposare il tutto in luogo freddo e, al momento di servire le cozze, cospargetele con una manciata di prezzemolo tritato.

Se preferite, potete sgusciare le cozze prima di porle nella casseruola, e servirle quindi già pulite.

Storie nel piatto

L’Italia è uno dei maggiori produttori di zafferano, la spezia dal colore giallo-oro originaria dell’Asia e ben conosciuta già nell’antichità.
Fu un monaco abruzzese a portare per la prima volta il Crocus Sativus nel nostro Paese verso la metà del XIII secolo. Appassionato di botanica, conobbe questa pianticella in Spagna e provò a coltivarla nelle terre di Navelli, che si rivelarono un habitat ideale. In poco tempo la coltivazione abruzzese di zafferano si diffuse tra le famiglie nobili e si estese sul territorio, facendo di questa spezia un’importante fonte di ricchezza per la regione, insieme all’allevamento ovino e la produzione della lana.

Il nome dello zafferano, in linea con le radici orientali della spezia, deriva da una parola araba, mentre il nome scientifico Crocus ha origini greche. Crocus, secondo la mitologia greca, era un bellissimo giovane che fu trasformato in bulbo dal Dio Ermes, geloso del suo amore per la ninfa Smilace.

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