Impanata di pesce spada

Una torta salata ripiena di pesce spada che racchiude in sé tutto il sapore della Sicilia.
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Livello MASTERY
85 min
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Livello MASTERY
4 Persone
85 min
INGREDIENTI: per 4 persone
  • 400 g di pesce spada in tranci
  • 5 cl d’olio extravergine di oliva
  • 2 cups di passata di pomodoro fresco
  • un Gambo di sedano
  • 50 g d’olive verdi
  • 25 g di capperi
  • 4 zucchini
  • 1 uovo
  • farina q.b.
  • burro q.b.
  • 400 g di pasta frolla cruda
  • sale e pepe q.b.
  • olio per friggere q.b.
  • 1 cipolla
PREPARAZIONE:

Ponete una padella su un fuoco di media intensità con l’olio e, appena questo sarà caldo, unitevi la cipolla affettata finemente, il sedano tritato, le olive snocciolate e tagliate a pezzetti e una cucchiaiata di capperi ben lavati e strizzati. Quando la cipolla avrà preso colore unitevi, mescolando, la salsa di pomodoro fresco e, dopo un paio di minuti, il pesce tagliato a cubetti di uno o due centimetri per lato.

Salate leggermente, pepate e lasciate cuocere a fuoco basso per 30 minuti.
Tagliate le zucchine in “bastoncini” di circa 6 cm di lunghezza, immergetele nell’uovo che avrete sbattuto con una forchetta in un piatto fondo e poi infarinatele.

Quindi fatele friggere in una padella immerse nell’olio bollente facendo attenzione che questo le ricopra interamente. Quando saranno ben dorate, scolatele con un mestolo forato e adagiatele su un foglio di carta assorbente.

Imburrate una tortiera, ponete sul fondo uno strato di pasta frolla, cospargetela con la metà del preparato di pesce e la metà delle zucchine. Mettetevi un secondo strato di pasta frolla, versatevi sopra il rimanente intingolo di pesce e le ultime zucchine.
Ricoprite ancora con pasta frolla chiudendo bene la pasta attorno al recipiente.

Fate cuocere l’impanata in forno già caldo a 160° C, lasciandovela per circa 45 minuti o comunque sino a quando la superficie della pasta non sarà ben dorata.

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Storie nel piatto

Versatile e gustoso, il pesce spada è uno degli ingredienti più pregiati delle tradizioni gastronomiche siciliane e calabresi.
Lo Stretto di Messina, cioè quell’angusto corridoio di mare che separa la Sicilia dal resto d’Italia, è infatti una delle zone del Mediterraneo più ricche di esemplari, tanto che la pesca del pesce spada vi è praticata sin dal II secolo a.C.
Ancora oggi, in quelle zone viene praticata la pesca con l’arpione, una tecnica più familiare alla caccia che alla pesca, molto simile a quella utilizzata già nell’antichità, seppur con mezzi più moderni.
Le battute di pesca si svolgono con delle lunghe e veloci imbarcazioni a motore chiamate feluche. Queste sono caratterizzate da un albero alto una trentina di metri, in cima al quale sta posizionato il timoniere che dirige la barca e scruta il mare in cerca di prede, e da una passerella, lunga tra i 20 e i 40 metri, che sporge dalla prora della nave e sulla quale si posizione “u lanzaturi” che è colui che lancia l’arpione all’indirizzo del pesce spada.

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