Insalata di riso alla novarese

Gustosa e vivace, una ricetta che vi sorprenderà nella sua semplicità.
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Livello MASTERY
30 min
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Livello MASTERY
4 Persone
30 min
INGREDIENTI: per 4 persone
  • 350 g di riso
  • 1 dl d’olio extravergine di oliva
  • 1 dl di vino bianco secco
  • 4 acciughe sotto sale
  • una Manciata di prezzemolo tritato
  • 2 limoni
  • uno Spicchio d’aglio
PREPARAZIONE:

Fate cuocere 350 grammi di riso in acqua bollente e salata per 8 minuti, scolatelo, versatelo in una teglia unta con un cucchiaio d’olio, versatevi il vino bianco e terminate la cottura in forno già caldo a 180° per altri 8 minuti circa (il tempo può variare in base alla varietà di riso utilizzata).

Una volta pronto, tiratelo fuori dal forno e versatelo su un vassoio, distribuendolo con un cucchiaio e lasciandolo raffreddare.

Nel frattempo su un fuoco di media intensità, ponete un pentolino con il restante olio d’oliva e, appena sarà caldo, unitevi lo spicchio d’aglio pelato e le acciughe lavate, private della testa e spinate.

Abbassate il fuoco al minimo e lasciate cuocere fino a quando le acciughe non si saranno disfatte nell’olio, togliete quindi dal fuoco, lasciate raffreddare e  versare sul riso, assieme al prezzemolo tritato e al succo di limone, mescolate per bene e servite.

Storie nel piatto

Il riso ha origini antichissime, secondo gli archeologi, infatti, le varietà più antiche sarebbero comparse sul versante indiano dell’Himalaya oltre quindicimila anni fa.
Estremamente importante per le popolazioni dell’estremo oriente, che in molti casi basavano la loro alimentazione proprio sul bianco cereale, fu solo grazie all’Impero Persiano che il riso si diffuse dapprima in Asia e successivamente in Europa. Qui si diffuse probabilmente grazie alle conquiste di Alessandro Magno che consentirono l’instaurazione di un commercio del riso dapprima verso la Grecia, e nei secoli successivi, nei territori romani, dove però non venne mai coltivato e rimase un prodotto d’importazione. Proprio per questo il riso rimase per lungo tempo un prodotto estremamente caro tanto da essere consumato come alimento solo dai cittadini più ricchi, ed essere più comunemente usato, in piccole dosi, come cosmetico o medicamento contro le malattie intestinali e la febbre, tanto che ancora nel VI secolo d.C. Antimo prescrive la farina di riso come rimedio per la dissenteria.
La coltivazione del riso, infatti, venne introdotta in Italia soltanto nel IX secolo dagli arabi durante la loro dominazione della Sicilia, regione nella quale rimane tutt’ora molto utilizzato nella preparazione di ricette tradizionali quali gli arancini di riso.
Ma il riso ha ottenuto la sua fortuna in Italia soprattutto nelle regioni settentrionali, in particolare in Lombardia e Piemonte, patrie della preparazione del risotto. In queste regioni, infatti, il risotto è tuttora uno dei piatti più tipici al punto da meritarsi diversi eventi ad esso dedicati.

Lo sapevate che…

le ricche matrone romane preparavano una crema a base di farina di riso che spalmavano su viso e collo per rendere la pelle più morbida e lucente?

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