Involtini con porri e prosciutto

Fondente e vellutato, un antipasto che vi si scioglierà in bocca.
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Livello MASTERY
45 min
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Livello MASTERY
4 Persone
45 min
INGREDIENTI: per 4 persone
  • 4 porri
  • 12 Fette di prosciutto cotto
  • 100 g di besciamella
  • 4 Cucchiai di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • sale q.b.
  • noce moscata q.b.
PREPARAZIONE:

Pulite i porri privandoli delle foglie esterne, tagliateli a rondelle spesse 1 centimetro e fateli cuocere in una pentola piena d’acqua bollente salata per 10 minuti.

Scolateli, asciugateli per bene e, in una ciotola, mescolateli con la besciamella e metà del Parmigiano, insaporendo il tutto con un pizzico di sale e una grattatina di noce moscata.

Disponete quindi un po’ del ripieno così preparato su  ogni fetta di prosciutto e arrotolatele.

Disponete gli involtini di prosciutto su una teglia ricoperta di carta da forno, guarniteli con il rimanente formaggio e fateli cuocere in forno già caldo a 150° C per 10 o 15 minuti.

Storie nel piatto

Il porro è un parente piuttosto stretto dell’aglio e della cipolla, anche se rispetto a questi può vantare un sapore più delicato.
Originario della regione medio-orientale, la sua coltivazione si diffuse precocemente nell’Antico Egitto dove veniva coltivato oltre quattromila anni fa, come testimoniato da alcuni geroglifici scoperti all’interno delle piramidi che testimoniano come del rancio dei lavoratori che costruivano le piramidi facessero parte sia i porri che le cipolle.
Tipico dell’area mediterranea, questo ortaggio si diffuse già nel Medioevo anche nel nord-Europa, tanto che, secondo un’antica leggenda, alla vigilia di una battaglia contro i sassoni, san David suggerì ai combattenti gallesi di ornare i loro berretti con dei porri per distinguersi più facilmente dai nemici. Avendo riportato una clamorosa vittoria grazie a questo espediente, da quel giorno il porro divenne uno dei simboli del Galles e divenne tradizione indossare i berretti con i porri il giorno di in cui si celebra il Santo patrono del Galles.

Lo sapevate che…

l’imperatore romano Nerone venne soprannominato “il porrofago” (mangiatore di porri) per la sua abitudine di mangiarne in grandi quantità pcredendo che questo lo aiutasse a conservare una bella voce?

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