Peperoni ripieni

Una variante particolarmente ricca e saporita di un piatto tipico della cucina Italiana.
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Livello MASTERY
40 min
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Livello MASTERY
8 Persone
40 min
INGREDIENTI: per 8 persone
  • 4 peperoni
  • 350 g di ricotta (seiràss)
  • un Cucchiaio di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 100 g di tonno in scatola
  • 3 acciughe dissalate
  • un Ciuffo di prezzemolo
  • pane grattugiato q.b.
  • olio extravergine di oliva q.b.
  • sale q.b.
  • 5 Foglie di basilico
  • un Pizzico d’origano (o timo)
  • 2 uova
  • 1 tuorlo d’uovo
  • acqua q.b.
PREPARAZIONE:

Tagliate i peperoni a metà, eliminate i semi e le membrane bianche all’interno, e lavateli.
 
Per preparare il ripieno, sbriciolate il tonno, tritate le acciughe assieme al prezzemolo, tagliate a striscioline il basilico.
Mescolate in una terrina tutti questi ingredienti, aggiungendo poi le due uova intere più un tuorlo, l’origano, il parmigiano, la ricotta.

Una volta amalgamato per bene il ripieno, farcitevi i mezzi peperoni e spolverizzateli con il pane grattugiato.

Disponete i peperoni così farciti in una teglia e collocateli in forno già caldo a 200° C con un poco d’olio e d’acqua sul fondo. Fate cuocere per circa 30 minuti.
Servite i peperoni tiepidi o freddi a piacere.

Storie nel piatto

È curioso notare come un simbolo della cucina mediterranea quale il peperone, in realtà sia stato introdotto in Europa in tempi relativamente recenti, cioè nel XVI secolo in seguito alla Scoperta dell’America.
Originario dell’America meridionale, infatti, venne importato in Europa a metà del XVI secolo con il nome di “pepe d’India” e inizialmente venne utilizzato a scopo ornamentale, come molte delle piante allora sconosciute provenienti dal Nuovo Continente.
Al contrario del suo parente stretto, il peperoncino, il peperone si diffuse con qualche difficoltà nella cucina italiana, tanto che ancora nel XVIII secolo Vincenzo Corrado ne parla nei suoi testi come di un ortaggio come “rustico e volgare” pur ammettendo che il suo consumo iniziava a diffondersi in molti strati della popolazione.
Fu poi nell’Ottocento che i peperoni ricevettero la loro consacrazione giungendo addirittura in una loro versione sott’aceto, preparata da un oste veronese sulla tavola di Napoleone.

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