Pinza Goriziana

Un dolce lievitato soffice e vellutato tipico della tradizione friulana.
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Livello MASTERY
70 min
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0 Persone
70 min
INGREDIENTI: per 0 persone
  • 1 kg di farina
  • 250 g di zucchero
  • 25 cl di latte
  • 150 g di burro
  • 2 uova
  • 9 tuorli d’uovo
  • 50 g di lievito di birra
  • Rum q.b.
  • essenza di cedro q.b.
  • sale q.b.
PREPARAZIONE:

Amalgamate assieme 100 grammi di farina, 2 cucchiai di zucchero, il lievito e circa 1/3 del latte, impastando il tutto fino ad ottenere un panetto omogeneo, quindi ponetelo a lievitare per circa 30 minuti.

Una volta lievitato il panetto, impastatelo nuovamente con metà della farina, il rimanente zucchero, metà del burro fuso e fatto intiepidire, 1 uovo intero, 6 tuorli, metà del latte rimanente e un pizzico di sale. Lavorate il tutto fino ad ottenere un nuovo panetto morbido ed omogeneo, quindi fatelo lievitare per un’altra ora.

Unite infine l’impasto così lievitato con la rimanente farina, i 3 tuorli, il restante latte, l’altra metà del burro fuso lasciato intiepidire, l’essenza di cedro e un po’ di rum e lavorate a lungo fino ad ottenere una pasta molto liscia ed omogenea. Date quindi una forma rotonda all’impasto e lasciatelo lievitare un’ultima volta per un’ora.

Disponete quindi l’impasto su una teglia ricoperta di carta da forno, spennellatelo con il rimanente uovo sbattuto e fate cuocere la pinza goriziana in forno già caldo a 160° C per 40 minuti.

Lo chef consiglia

Per una preparazione ottimale è preferibile impastare la pinza goriziana con un’impastatrice o un robot da cucina.

Storie nel piatto

Sebbene i dolci possano sembrare l’espressione di un vezzo culinario moderno, la loro origine è in realtà molto antica: la passione per il sapore dolce, infatti, è da sempre propria della natura umana.
E molto probabilmente i primi dolci ad essere inventati furono proprio le torte. Queste, infatti, derivano dal pane, o per lo meno da un impasto molto simile fatto con farina ed acqua e cotto sul focolare.
È facile quindi ipotizzare che sin da tempi molto antichi, gli uomini si siano resi conto che aggiungendo a questo impasto ingredienti dolci quali il miele o del latte e della frutta, è possibile ottenere un cibo incredibilmente più buono dell’originale, al punto da essere considerati un cibo da re.
Che le torte, ad esempio, fossero un cibo considerato quasi sacro nell’Antico Egitto è testimoniato dai bassorilievi rinvenuti nella tomba di Ramsete III che, scolpiti oltre tremila anni fa, raffigurano un vasto assortimento di torte di cui era probabilmente ghiotto il faraone.

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