Polpetti affogati alla scarola riccia

Polpo, scarola, olive e capperi si fondono in un secondo piatto ricco e dal sapore robusto.
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Livello MASTERY
85 min
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Livello MASTERY
4 Persone
85 min
INGREDIENTI: per 4 persone
  • 12 moscardini da circa 80 grammi l’uno
  • 1 dl d’olio extravergine di oliva
  • 1 dl di vino bianco secco
  • uno Spicchio d’aglio
  • 200 g di pomodori ciliegina
  • 2 oz di prezzemolo tritato
  • sale e pepe q.b.
  • 600 g di scarola riccia
  • 100 g d’olive nere
  • 30 g di capperi
  • 6 cl d’olio extravergine di oliva
  • sale e pepe q.b.
PREPARAZIONE:

Passaggio 1

Pulite e lavate i polpetti e tagliate i tentacoli lasciandoli uniti due a due.

Passaggio 2

In una pentola fate scaldare l’olio a fuoco medio e, quando sarà caldo, unitevi i polpetti lasciandoli cuocere per 5 minuti circa.

Passaggio 3

Aggiungete quindi i pomodori lavati e tagliati a cubetti e l’aglio e il prezzemolo tritati.

Passaggio 4

Lasciate cuocere per altri 10 minuti circa regolando di sale e pepe a piacere e mescolando di tanto in tanto. Bagnate quindi il tutto con il vino bianco e completate la cottura lasciando cuocere a fuoco basso per altri 30 minuti circa.

Passaggio 5

Nel frattempo pulite e lavate la scarola e tagliatela grossolanamente a strisce.
Su un fuoco di media intensità fate scaldare l’olio in una padella e, appena sarà caldo, unitevi la scarola e lasciatela rosolare, mescolando delicatamente, per un paio di minuti. Aggiungete quindi le olive nere denocciolate ed i capperi, eventualmente dissalati sciacquandoli sotto l’acqua corrente.
Aggiustate di sale e pepe e lasciate cuocere per altri 5 minuti a fuoco dolce.
Servite quindi in tavola accostando le due preparazioni.

Lo chef consiglia

È consigliabile lavare i polpetti con acqua e sale per evitare che durante la cottura producano una sgradevole schiuma. Questa preparazione, considerata la carenza di amidi che la caratterizza, si presta ad essere associata con patate, polenta o legumi.

Storie nel piatto

Conosciuti sin dai tempi antichi, tanto da essere citati anche nell’Antico Testamento della Bibbia, i capperi sono da sempre diffusi nella maggior parte dei paesi che affacciano sul Mar Mediterraneo.
In Italia se ne producono alcune tra le varietà più apprezzate, quali ad esempio quelle di Salina e di Pantelleria.
Quest’ultima, caratterizzata da un odore molto forte e caratteristico e da un sapore aromatico e salato, viene prodotta sull’omonima isola vulcanica situata tra la Sicilia e la Tunisia e famosa per le sue splendide coste.
In quei luoghi il terreno vulcanico particolarmente fertile e il clima favorevole hanno consentito una larga diffusione di una pianta a bassa germinabilità quale quella del cappero, dando così vita ad una varietà unica e famosa in tutto il mondo per la sua qualità.

Lo sapevate che…

i capperi sono i boccioli della pianta del cappero e non i suoi frutti?

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