Scapece de licette

Lo scapece (dall’arabo “iskebegh”) è una preparazione di origine araba che consiste nel condire, anche al fine di conservarli, alimenti fritti, generalmente con aceto, aglio ed erbe. Si diffuse in gran parte del meridione d’Italia durante il medioevo al punto che i piatti così preparati pare fossero molto graditi a Federico II di Svevia
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Livello MASTERY
60 min
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Livello MASTERY
4 Persone
60 min
INGREDIENTI: per 4 persone
  • 500 g d’acciughe (alici di piccole dimensioni)
  • 100 g di semola
  • olio per friggere q.b.
PREPARAZIONE:

In un colino lavate delicatamente le alicette, sgocciolatele ed infarinatele. Ponete sul fuoco una padella con abbondante olio e appena sarà bollente friggetevi i pesciolini. Quando saranno dorati estraeteli con un mestolo forato, salateli e sistemateli a strati in un’insalatiera di vetro o di coccio.

Preparate la marinatura facendo bollire in un tegame l’aceto con l’acqua, l’aglio a fettine, la menta, un pizzico di peperoncino e un pizzico di sale. Versate il liquido ancora caldo, ma non bollente, sul pesce.

Le preparazioni eseguite con questo metodo sono ottime se consumate dopo qualche giorno. Le alicette (piccole alici da mangiare intere) sono reperibili solo in primavera. Ma la scapece si può preparare tutto l’anno, utilizzando alici o sarde.

Storie nel piatto

Le Alici a scapece sono anche proposte nel 1778 da Vincenzo Corrado ne “Il cuoco galante” (a pag. 90) presente anche in formato digitale, nella biblioteca gastronomica dell’Academia Barilla.

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