Spaghetti al tonno

Tonno e acciughe si abbinano alla perfezione alla forma degli spaghetti, dando vita ad un classico della cucina italiana.
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Livello MASTERY
25 min
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Livello MASTERY
4 Persone
25 min
INGREDIENTI: per 4 persone
  • 320 g di spaghetti
  • 3 acciughe
  • 100 g di tonno in scatola
  • 3 cl d’olio extravergine di oliva
  • uno Spicchio d’aglio
  • 500 g di pomodori
  • sale e pepe q.b.
  • un Cucchiaio d’origano tritato
PREPARAZIONE:

Ponete su un fuoco di media intensità una padella piuttosto larga con l’olio extravergine d’oliva e, appena sarà caldo, aggiungetevi l’aglio intero, che dovrete togliere appena inizierà a friggere.

Aggiungete quindi le acciughe pulite, lavate, spinate e tagliate a pezzetti e, dopo due minuti, i pomodori pelati, privati dei semi e tagliati grossolanamente.

Lasciate cuocere per otto minuti, quindi aggiungete il tonno spezzettato con le mani (dopo aver fatto scolare l’olio) e l’origano, regolate di sale e pepe e fate cuocere per altri due minuti.

Nel frattempo cucinate la pasta in abbondante acqua bollente e salata e, una volta trascorso il tempo di cottura indicato sulla confezione, scolatela e conditela con la salsa precedentemente preparata.

Storie nel piatto

Già commerciato dai Fenici quasi tremila anni fa, il tonno è uno dei pesci simbolo del Mar Mediterraneo.
Quasi tutte le antiche popolazioni del bacino mediterraneo lo conoscevano ed apprezzavano. Gli Etruschi, oltre a ritenerlo simbolo di caparbietà e di capacità di superare le difficoltà, lo consumavano per lo più affumicato o salato. Quest’ultimo pare fosse anche il metodo di conservazione preferito dai greci, presso i quali il tonno salato era considerato di grande pregio e raffinatezza come testimoniato nei suoi scritti da Ateneo.
I romani, invece, oltre ad apprezzarne le carni, ne utilizzavano le interiora per produrre il “garum”, un condimento presente in una grande quantità di ricette del tempo. E la considerazione di cui godeva questo pesce ai tempi dell’Antica Roma, d’altronde, è testimoniata anche dal fatto che venne coniato il Gadir, una moneta con incisa sul retro la figura di due tonni.

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