Spaghetti con aglio e pomodoro

Spaghetti, aglio, olio e pomodoro sono gli ingredienti del più classico dei primi piatti della tradizione gastronomica italiana.
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Livello MASTERY
20 min
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Livello MASTERY
4 Persone
20 min
INGREDIENTI: per 4 persone
  • 400 g di spaghetti
  • 600 g di pomodori
  • 4 cl d’olio extravergine di oliva
  • uno Spicchio d’aglio
  • sale q.b.
  • basilico q.b.
PREPARAZIONE:

Mettete una padella a fuoco medio con l’olio e soffriggete l’aglio che toglierete appena sarà imbiondito.
Versate nella padella i pomodori precedentemente pelati, privati dai semi e tagliati a cubetti.
Fate cuocere per 10 minuti circa e regolare di sale.

Cucinate in acqua bollente e salata la pasta, scolatela al dente.
Condite con la salsa precedentemente preparata, aggiungete il basilico e servite gli spaghetti con aglio e pomodoro.

Storie nel piatto

È impossibile stabilire con esattezza quando sia stata prodotta per la prima volta la pasta: probabilmente ciò è avvenuto all’incirca 7.000 anni fa in una zona al confine tra Europa ed Asia, quando qualche abitante stanziale dell’area, avendo imparato a coltivare il grano, scoprì che macinandolo e mischiandone la farina con l’acqua era possibile ottenere un cibo saporito.
Quel che è certo è che il primo tipo di pasta documentato in Europa sia stata la “lagnon”, una grande sfoglia di pasta tagliata a strisce, prodotta da Etruschi e Greci e, successivamente, dai romani.
La pasta secca, invece, che è quella più consumata ai nostri giorni, venne prodotta per la prima volta dagli arabi essiccando al sole la pasta con lo scopo di conservarla a lungo, anche se sembra che la cucinassero sulla piastra, con poca acqua. E furono sempre gli Arabi ad introdurre la pasta in Italia, in Sicilia in particolare, dove nel XII secolo nacque la prima fabbrica di pasta del continente europeo, nei pressi di Palermo, città che divenne nel giro di poco tempo il maggior centro di produzione di pasta del Mediterraneo. Da lì poi la produzione di pasta secca si diffuse in tutta l’Italia, in particolare a Genova, dove si iniziarono a produrre i “fidei” una qualità di pasta molto simile agli odierni spaghetti, e a Napoli.

I falsi miti

L’idea che la pasta sia stata introdotta in Italia dalla Cina, per quanto suggestiva, è una leggenda.
Già nel 1154, ben 150 anni prima del ritorno di Polo dal Catai dunque, cronache arabe ci informano che vicino Palermo si mangiava “un cibo di farina in forma di fili”chiamato triyah: nient’altro che l’antenato dei nostri spaghetti.

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