Strudel alle ciliegie

Una golosissima variante del tradizionale strudel, arricchita dall’inebriante sapore delle ciliegie
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Livello MASTERY
70 min
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Livello MASTERY
6 Persone
70 min
INGREDIENTI: per 6 persone
  • 250 g di farina
  • 20 g d’Olio Extra Vergine d’Oliva
  • 15 cl d’acqua calda
  • un Pizzico di sale
PREPARAZIONE:

Per il ripieno:

Fate sciogliere il burro in un pentolino a fuoco basso, quindi unitevi il pangrattato e amalgamate per bene.
Private le ciliegie del nocciolo incidendole con un coltello, quindi in una ciotola mescolatele per bene con lo zucchero, il limone e il composto di pangrattato e burro fuso.

Per la pasta:

In una ciotola o su un piano di lavoro amalgamate assieme la farina, l’olio, l’acqua e il sale.
Lavorate il composto energicamente fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.

Preparazione dello strudel:

Con il matterello o con l’apposita macchina, stendete l’impasto in una sfoglia piuttosto sottile, quindi adagiate il ripieno precedentemente preparato sopra a poco meno di metà della sfoglia e utilizzate la rimanente per ricoprire completamente il ripieno chiudendo accuratamente la pasta.
Bucherellate la superficie dello strudel con la punta di una forchetta e ponetelo a cuocere in forno già caldo a 220° C per circa 40 minuti.
Una volta pronto, sfornate lo strudel e lasciatelo intiepidire prima di servirlo.

Storie nel piatto

Lo strudel è una ricetta emblematica della gastronomia europea nella quale le tradizioni nazionali si fondono dando vita a piatti largamente diffusi in diverse zone.
Sebbene sia idea diffusa che lo strudel sia una pietanza prettamente austriaca, infatti, in realtà questo dolce delizioso affonda le sue radici nella tradizione culinaria turca.
Tra il 1526, anno nel quale iniziò il dominio turco del Regno d’Ungheria, e il 1699, anno nel quale gli Asburgo sconfissero gli ottomani riuscendo così ad annettere l’Ungheria, gli ungheresi vissero a stretto contatto con le tradizioni e la cultura turca finendo per assimilarne diversi aspetti, tra cui alcune usanze gastronomiche, come quella, ad esempio, di preparare dolce di nome “baclava” ripieno di frutta secca e spezie.
In seguito all’annessione del Regno di Ungheria da parte degli Asburgo, poi, questo dolce venne assimilato anche dagli austriaci che però sostituirono la frutta secca con le mele, frutto molto diffuso in patria, dando così vita al moderno Strudel che si diffuse molto presto in Italia.
Quando nel 1815 il Congresso di Vienna sancì la fine dell’indipendenza delle Venezie che vennero annesse all’Austria, infatti, lo strudel si diffuse anche in quella regione, divenendo così tipico anche del nord-est italiano.

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