Torta di patate

Dalla Campania un goloso piatto unico in grado di stupire per la ricchezza dei sapori.
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Livello MASTERY
90 min
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Livello MASTERY
4 Persone
90 min
INGREDIENTI: per 4 persone
  • 1 kg di patate
  • 80 g di burro
  • 80 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 2 uova
  • 120 g di prosciutto crudo o salame
  • 100 g di mozzarella
  • 100 g di Provola affumicata
  • pane grattugiato
  • sale e pepe q.b.
PREPARAZIONE:

Lessate le patate, sbucciatele calde e riducetele in purea con lo schiacciapatate, raccogliendole in una terrina capiente.

Lavoratele aggiungendo le uova, il sale, il pepe, metà del burro, il formaggio Parmigiano Reggiano grattugiato ed il prosciutto tritato (o il salame sbriciolato).
Mescolate molto bene il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo.
Affettate la mozzarella e la provola e mettete da parte. Ungete di burro una teglia da forno e spolverizzatela con il pane grattugiato.

Aggiungete metà del composto di patate ottenuto, livellate con le mani e adagiatevi le fettine di mozzarella e di provola.
Finite aggiungendo il rimanente impasto di patate, livellandone la superficie.
Spolverizzate di pane grattugiato, cospargete con qualche fiocchetto di burro e fate cuocere in forno a 200°, fino a quando il “gattò” risulterà dorato.

Prima di servirlo in tavola potete lasciarlo riposare e raffreddare per 20 minuti, in modo tale da servirlo tiepido.

Storie nel piatto

Il gattò di patate è un piatto tipico della cucina campana: il suo nome deriva dal francese gateau, che significa torta, ed è stato italianizzato in gattò o anche gatò.
Viene servito come piatto unico, data la robustezza della preparazione e dalla ricchezza degli ingredienti.
Il francesismo legato al nome è dovuto al regno dei Borbone, all’epoca delle nozze nel 1768 fra Maria Carolina e il re Ferdinando I di Borbone.
La nuova Regina, sorella della celebre Maria Antonietta, introdusse a Napoli cuochi di origine francese, che crearono per i reali alcune preparazioni a base di ingredienti tipici della tradizione campana.
Per questo motivo alcune preparazioni tradizionali hanno assunto denominazioni francesi come il gattò, il crocchè e il ragù.

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